Parte 4: L'Interfaccia Desktop
Questo articolo, strutturato in quattro parti, propone alcune riflessioni su come potrebbe funzionare un futuro Desktop Linux. L’articolo non ha la pretesa di essere esaustivo, sebbene l’autore consideri “fattibili” tutti i concetti esposti.
Parte 1: Linux e il Desktop di oggi
Parte 2: Applicazioni
Parte 3: File Management
Parte 4: L’Interfaccia Desktop
Copyright 2005 © AKAImBatman. Tutti i diritti sono riservati.
Titolo originale dell'opera: The Linux Desktop Distribution of the Future Part 4
Pubblicato d'intesa con AKAImBatman
Traduzione a cura di Mirko Spadaro e Silvia Ponzio
Nell'ultima parte di questo articolo metterò insieme le tecnologie precedentemente trattate e spiegherò come potrebbero coesistere in un ambiente desktop semplice da usare.
Il layout
Quando un utente cerca di essere produttivo con il proprio computer, di solito è interessato solo ad alcune tipologie di file: Applicazioni e Documenti. Le Applicazioni sono i programmi che usa per lavorare con i propri documenti, e tutto il resto del lavoro è inteso a supportare questo tipo di funzionalità. Un utente, per esempio, non ha un reale bisogno del Cestino, ma è uno strumento che gli permette di avere una seconda possibilità prima di cancellare un gruppo di file in maniera definitiva.
Di conseguenza le sole cose che dovrebbero comparire sul desktop dell'utente sono:
- Un'icona per accedere alle applicazioni.
- Un'icona per accedere ai documenti.
- Un'icona per accedere al cestino.
- Tutto ciò che riguarda il montaggio di CD-ROM, periferiche di rete, macchine fotografiche, dischi USB, e altro ancora.
Ogni altra cosa dovrebbe essere tenuta fuori dal desktop. In particolare è abbastanza importante per il sistema NON avere collegamenti sul desktop per prevenire il solito eccesso di offerte speciali e installer.
Nell’ottica di rendere più facile l'accesso ai file, è nell'interesse dell'utente permettere ai file selezionati di apparire sul Desktop. Nell'interfaccia proposta, il Desktop non sarebbe altro che un’etichetta usata dal sistema per identificare quali file dovrebbero essere mostrati. Di conseguenza, il menu che appare con un clic del pulsante destro del mouse e/o le toolbar possono fornire all'utente l'opzione per aggiungere o rimuovere file dal desktop. La differenza fondamentale tra il funzionamento di meccanismo in un DBFS, anziché in un sistema normale, è che il file non verrebbe mai trasferito in un DBFS. Se il file è già organizzato, non dovrà essere spostato per apparire sul Desktop: sarà sufficiente aggiungere un’etichetta al file, e la sua rimozione non avrebbe alcun effetto sul file se non farlo sparire dall'area desktop.
Gli altri due elementi chiave sul Desktop sono la casella di ricerca e la task bar.
Applicazioni
Un clic sull’icona Applicazioni fa comparire una finestra del file browser che mostra i contenuti dell'etichetta corrispondente. Questa etichetta può teoricamente contenere qualsiasi cosa, anche sotto-etichette, ma per impostazione predefinita ospiterà tutte le applicazioni. Nella sezione dedicata ai filtri parleremo di un metodo con cui le applicazioni possono automaticamente essere dirottate in quest'area.
Documenti
L'icona Documenti mostra una finestra del file browser del livello principale della struttura ad albero delle etichette. I file non classificati vengono visualizzati nel ramo principale, mentre qualsiasi altro file con almeno un'etichetta è posizionato al di sotto dell'etichetta, o delle etichette selezionate. Le etichette Applicazioni e Cestino sono automaticamente eliminate per non confondere l'utente. Da notare che quello che viene mostrato non è il reale livello principale della struttura del file system, ma piuttosto la root virtuale costituita unicamente da file ed etichette senza riferimenti precisi. Non esiste una vera gerarchia nel file system di un database, quindi l'informazione dell'etichetta e del file è usata per calcolarne una.
Una speciale “etichetta” chiamata “Utenti” dovrebbe apparire qua sotto, con una serie di sottodirectory per tutti gli utenti del sistema. Ogni cosa posta al di sotto del nome dell'utente fa parte dei loro file e meta-dati DBFS.
Cestino
Come accennato in precedenza, i file che si vogliono cancellare sono semplicemente contrassegnati con l'etichetta “Trash”. A differenza delle altre etichette, comunque, ogni file con un'etichetta Trash dovrebbe essere automaticamente nascosto dal file browser a meno che il Cestino sia stato esplicitamente abilitato. Se l'utente decidesse di recuperare un file dal Cestino, il sistema si limiterebbe semplicemente a rimuovere l'etichetta Trash dal file per ripristinare tutta la serie di etichette e attributi a lui collegati. Se, invece, l'utente decidesse di svuotare il cestino, il file sarebbe definitivamente cancellato solo in quel momento.
Da notare che il file non sarebbe mai realmente spostato o modificato. Il “trasferimento” nel Cestino è una pura illusione pensata per fornire un meccanismo simile al Cestino in uso negli attuali sistemi operativi, ma molto più solido grazie alla capacità di non modificare la posizione del file.
Search Box
La search box, posizionata a destra nella parte alta del desktop, è uno strumento di ricerca a metà strada tra Spotlight di Apple e una linea di commando. Se il box rileva che l’utente ha digitato un path assoluto, farà apparire una finestra per il browsing dei file senza tenere conto del fatto che è esterno al DBFS. Questa risposta fornisce all'utente un modo per sfogliare i file di sistema, se lo desidera, senza dover ricorrere a una console. La search box può anche ricorrere a un URL o a una URI inserita per accedere direttamente a un sito Internet o a una risorsa di rete condivisa.
In ogni altra situazione, la search box cercherà automaticamente tutti i file nel DBFS, passando al setaccio indici e meta-dati per trovare una o più corrispondenze. Poiché questa query può letteralmente spingersi nei meandri del DBFS, l’idea è che risulterebbe estremamente veloce grazie agli indici del DBFS.
Futuri sviluppi della search box potrebbero arricchirla di funzionalità più complesse come comandi rapidi per eseguire programmi, ricerche Web, interfacce di programma, ricerche su dizionari e altre feature che ricordano molto da vicino la combinazione tra ricerca e linea di comando offerta oggi da Google.
Un'altra importante funzione da includere in Search è un sistema che permetta di salvare la ricerca come una pseudo cartella. In realtà la ricerca non sarebbe niente di più di un file su disco che porta ai risultati della finestra search, con la conseguente accettazione da parte del file dell'aggiunta di etichette e meta-dati - permettendo quindi al file di accettare le solite etichette e i meta-data aggiuntive - sebbene l'icona per il salvataggio della ricerca mostrerebbe all’utente unicamente uno speciale tipo di cartella.
Barra delle Applicazioni/Dock

Gli esperti delle moderne UI (User Interface) sono concordi che debba esistere un sistema intelligente che permetta all'utente di vedere e accedere a tutte le finestre dei programmi in esecuzione. Per molto tempo, la Barra delle Applicazioni di Windows, che mostra un pulsante per ogni finestra aperta, è stato il più popolare di questi sistema. Fino a questo momento, niente di sbagliato è stato trovato in questa interfaccia, se si escludono i potenziali problemi legati all’usabilità quando la barra è sovraffollata. È un tipo di interfaccia ancora molto familiare per un gran numero di utenti.
Analogamente, il Dock è molto conosciuto tra gli utenti di Mac OS X. L'interfaccia di Dock offre una soluzione al problema del sovraffollamento riducendo automaticamente la dimensione delle icone in modo che possano essere tutte contemporaneamente visibili sullo schermo. Le icone non sono mai troppo piccole perché si ingrandiscono quando l'utente vi muove sopra il puntatore del mouse. Questo sistema permette all'utente di gestire centinaia di programmi con un semplice passaggio del puntatore sul Dock.
Qual è Quindi il miglior sistema? La risposta è: quello preferito. Alcune persone prediligono il metodo Windows, altre quello proposto dal Mac. Ebbene, questa è l’unica situazione in cui dare all’utente la possibilità di scegliere può fare la vera differenza. Lasciamo, per esempio, che sia l'utente a decidere quello che vuole. Si tratta di soluzioni simili che condividono gli stessi metodi di implementazione, e questo desktop non ha nessun bagaglio extra per differenziare il proprio design a livello di API.
Filtri
Chiunque abbia usato l'e-mail almeno una volta può confermare che la possibilità di gestire le regole sulla posta in arrivo è un prezioso strumento per organizzare e amministrare i proprio messaggi. Gli utenti di Gmail possono testimoniare che quando queste regole, chiamate filtri in Gmail, sono abbinate alle etichette anziché alle cartelle, diventano ancora più utili che in passato. In Gmail è possibile, per esempio, organizzare automaticamente la propria posta attraverso apposite etichette, pur continuando a vedere i messaggi nella casella “Posta in Arrivo” prima di archiviarli. Questo procedimento consente di risparmiare moltissimo tempo perché l'utente non deve controllare individualmente ogni singola cartella.
Quando applicato ai file scaricati, questo sistema solleva un'interessante questione. Perché i browser Web non dispongono di regole per organizzare automaticamente i file scaricati?
Sorprendentemente la risposta è la stessa di quella fornita per le regole della posta e le cartelle. Impostando una regola, un messaggio bypassa ogni tipo di area d’archiviazione - nella maggior parte dei casi la Posta in Arrivo - dove l'utente può essere facilmente informato della sua presenza. Gli utenti hanno già abbastanza seccature cercando di trovare i file che hanno scaricato senza doversi preoccupare anche di file che si spostano automaticamente Dio solo sa dove.
Eppure, proprio come avviene con le e-mail, il problema si può essere risolto grazie all’introduzione delle etichette. Un file può essere automaticamente organizzato tramite un’etichetta senza per questo dover rimuovere altre etichette già presenti, come “scaricato” o sul Desktop. Software intelligenti dovrebbe anche essere in grado di gestire autonomamente i download dell’utente e rimuovere i file contrassegnati da un’altra etichetta dopo un certo periodo di tempo.
La migliore implementazione per questo meccanismo è spingere le regole sino al livello del file system. Quando viene creato un nuovo file, il DBFS controllerà i filtri e, se qualcuno di essi è in funzione, li userà per applicare automaticamente etichette al file. Se creo un nuovo documento SXW, per esempio, potrei impostare una regola per assegnare automaticamente al file l'etichetta “Word Processing”. Niente mi vieta di aggiungere successivamente anche un'etichetta specifica per il progetto, ma grazie al filtro giusto so che posso sempre trovare tutti i miei documenti SXW in un posto preciso. Analogamente, posso impostare un filtro che specifichi che tutti i file MPG con le parole “Star Trek” nel nome devono essere disposti sotto le etichette “Video e “Star Trek”.
La potenza di un sistema di questo tipo sta nella possibilità di alleggerire gli utenti da alcuni compiti. Se la ricerca può ridurre il tempo che un utente passa a cercare un file, i filtri rendono quasi inutile la loro organizzazione. Inoltre, se un tipo di file non è adeguatamente classificato dal sistema, l'utente può sempre aggiungere un altro filtro.
La Finestra File Salva
Poiché questo nuovo modello di Desktop e Filesystem fa piazza pulita del procedente concetto di directory, diventa importante che la finestra di dialogo File Salva venga aggiornata per riflettere questo cambiamento. Mentre le vecchie finestre di dialogo funzioneranno bene ancora per un po' – perché vedranno le etichette come se si trattasse di directory e il DBFS assegnerà automaticamente le etichette selezionate - una valida soluzione sarebbe però una finestra Salva che mostri all’utente le etichette nel sistema, e permetta di crearne una lista, oltre ad abilitare l'assegnazione di nome e tipologia al file.
Questo sistema potrebbe essere sviluppato per molte applicazioni correnti modificando i selettori di file delle librerie GTK e QT esistenti. Sfortunatamente il resto delle applicazioni avrà bisogno di essere modificato per supportare il nuovo sistema di etichette. Non è poi così grave, in ogni caso! Perfino con le applicazioni che non sono in grado di rompere la dipendenza dai selettori di file, i filtri del file system permetteranno ancora agli utenti di organizzare automaticamente il proprio sistema malgrado malfunzionamenti di un dato programma.
Filter Manager/Pannello di Controllo/Network Browser
Uno dei più grandi crimini contro un buon progetto d’interfaccia utente è stato tentare di spostare le funzionalità “comuni” direttamente nella metafora del Desktop. Certe funzionalità sono solo servite a disorientare gli utenti e a complicare l'interfaccia. Eppure l’integrazione di alcune feature si è resa quasi necessaria per evitare che l’utente selezionasse dozzine di menu di scelta prima di trovare le opzioni di sistema desiderate.
Grazie alle Applicazioni come lo schema Files, l’utente non deve più sopportare oltre questa situazione. Funzionalità come il Pannello di Controllo, il Network Browser e altre feature di sistema dovrebbero apparire “solo come un'altra applicazione”. Se l'utente ha abbastanza sale nella zucca da capire che le feature hanno bisogno di queste applicazione, sarà anche in grado di cercare e di trovarle nell'etichetta Applicazioni.
Questo non significa che altri programmi non potrebbero richiamarle. La soluzione è che l'interfaccia vada fornita solo quando ha un senso e mai a sproposito. Il risultato finale di questo design è che queste interfacce possono davvero essere aggiornate in maniera indipendente dai componenti di sistema. Il che è una buona cosa quando ritenete che non sono niente di più che GUI che assistono l'utente nella gestione del sistema di configurazione. Se un utente sente la mancanza di queste opzioni disponibili dal Desktop, può semplicemente aggiungere l'etichetta Desktop alle applicazioni e ammirare come si integrano perfettamente nel loro desktop!
Assenze eccellenti
Ci sono poche cose che mancano in modo evidente dall’idea di Desktop appena proposta. La prima è che non c'è il pulsante “Start”, o simili. Questa assenza è intenzionale. Il pulsante Start è sempre stato una metafora confusa che ha visto la luce solo per nascondere l’incapacità del Desktop di funzionare in maniera coerente.
Un'altra cosa che noterete è la mancanza del concetto di shortcut. Anche questa assenza è intenzionale. Gli shortcut sono metafore pericolose perché non conservano la sincronia con il loro riferimento. Sono stati creati come metodo per sopperire alla mancanza di funzionalità sul Desktop, per esempio i collegamenti alle applicazioni accessibili dal pulsante Start, così come l’incapacità del file system di creare collegamento dinamici ai file. Pensate, per esempio, a cosa succederebbe se l’apertura di un file avvenisse tramite uno shortcut? Sarebbe un sistema di identificazione collegato al file in questione a richiamarlo, o piuttosto quello collegato ai contenuti del suo shortcut? Se la risposta è la prima ipotesi, allora come fa il sistema a editare gli shortcut? È richiesta una speciale chiamata FNCTL?
Come potete notare, escludere questi concetti dal Desktop contribuisce solo a migliorare la situazione. L'unica eccezione alla regola “niente shortcut” è l'interfaccia Dock. Se l'utente sta usando l'interaccia Dock, allora probabilmente avrà shortcut che puntano ai programmi più comuni installati sul sistema. Una possibile soluzione a questo problema è di creare una etichetta “Dock”, dove ogni applicazione così contrassegnata apparirebbe automaticamente sul Dock senza tener conto se sia in funzione o meno.
Problematiche rimaste in sospeso
Come tutte le discussioni di alto livello, anche questo articolo lascia ancora diverse problematiche senza una risposta. Come fanno, per esempio, gli utenti a condividere le applicazioni? Restano disponibili per tutto il tempo a chiunque, oppure c’è un sistema che permette alle grandi applicazioni di sistema di esistere indipendente dall'utente che le possiede? Questioni come questa sono facilmente risolvibili con la dovuta riflessione. Il segreto è di essere consapevoli del nuovo paradigma che questi cambiamenti mettono sul tavolo.
